Literature

Maneggiare con cura, di Gabriella Kuruvilla — Recensione

Il libro parla di quattro protagonisti, Carla, Diana, Manuel, e Pietro, che scoprono di aver partecipato allo stesso funerale un decennio prima di conoscersi. L’ironia si trova nel fatto che il funerale era quello di Ashima, la madre di Diana, che è anche l’ex professore di Pietro e l’ex amante di Manuel, con Carla che era il pianificatore del suo funerale.

Il poema dei lunatici, di Ermanno Cavazzoni (1987) — Recensione

Il poema dei lunatici riporta, in primo luogo, proprio questo: la condizione del viaggiatore. Le esperienze uniche di chi viene a conoscere un posto dal suo interno, sebbene informato, anche erroneamente, da una versione di esso insegnata, presentatagli dall’esterno e studiata attraverso le voci che corrono sfrenate lì. Una visione artefatta. Da queste esperienze emergono i temi cruciali al libro.

Il Ponte Verso gli Antichi — Le Cicale e il Locus Amoenus

Quando Virgilio ha composto le sue egloghe, ha seguito la tradizione creata dai suoi predecessori greci. Certi personaggi delle egloghe hanno in comune gli stessi nomi di quelli delle opere di Teocrito. La grande inspirazione del mondo bucolico viene della Sicilia, il luogo di nascita di Teocrito. Ma perché le cicale sono così importanti?

Noi italiani neri – Recensione di Meghri Doumanian

Pap Khouma presenta immagini delle vite di italo-africani nel suo libro Noi Italiani neri, composto da sei saggi, che sono anche racconti, scritti in un linguaggio virile e arrabbiato, quasi da manifesto. Khouma sottolinea degli incidenti razzisti nella sua vita personale, nella politica nazionale dello sporto, nei paesi vicini come la Francia, nella vita dei giovani italiani neri — eroi dimenticati — e ricorda la bellezza della sua patria, il Senegal.

Il Ponte Verso gli Antichi: Didone

Quindi, perché Didone è necessaria all’Eneide? Certo, rende il poema epico più divertente da leggere; non trattandosi più di una semplice serie di psicopatici che si uccidono a vicenda, l’amore di Didone e Enea aggiunge un altro strato alla storia. Ma non è l’unica ragione.

Recensione – Il paese dove non si muore mai di Ornela Vorpsi

Ornela Vorpsi nasce a Tirana, la capitale dell’Albania e, nello stesso 1991, a 23 anni, si stabilisce a Milano per studiare Belle Arti. Il suo libro d’esordio, Il paese dove non si muore mai, racconta la storia — la sua — di una ragazza alle prime armi con la femminilità adulta, crescendo in un paese ad essa — alla femminilità — ostile.