Recensione: Il mondo deve sapere, Tutta la vita davanti

by Christina Sforza
6 May 2019

Recensione: Il mondo deve sapere, Tutta la vita davanti

di Christina Sforza

A volte leggi un libro e desideri di averlo scritto tu. O meglio. È come se lo avessi scritto, almeno nella tua mente, più di una volta. Il mondo deve sapere di Michela Murgia è stato quel libro per me.

La vita dopo l’università non è sempre quella che tanti ventenni sognano da tanto tempo. I giovani di questa fascia d’età sono divertenti, intelligenti, tenaci e ambiziosi, ma nondimeno costretti ad affrontare le sfide della vita quotidiana e il pessimismo che ne viene fuori. Murgia affronta questa loro esistenza tramite Silvia, la sua arguta protagonista in Il mondo deve sapere. Come nuova impiegata in un’azienda di telemarketing di culto, Silvia si trova in delle circostanze difficili nella sua nuova vita da post-laurea. Attraverso delle battute ciniche e con un sarcasmo scorrevole, Murgia dà vita a Silvia in modo accattivante che consente ai lettori di relazionarsi con gli ostacoli che questa giovane donna deve superare ora che fa parte del “mondo reale.”

Oltre all’ironia elegante elaborata in questo bildungsroman, Murgia affronta anche argomenti quali l’esistenzialismo, la superficialità del mondo aziendale, i rapporti umani, l’ossessione con l’appartenenza sociale e l’essere accettati dai propri coetanei e, naturalmente, cosa significa trovare la felicità nella vita. Mentre le vicende quotidiane di Silvia sono banali — vende aspirapolveri a casalinghe — Murgia naviga questi argomenti complicati attraverso le osservazioni oneste della sua protagonista sulle cose noiose, pazze e dure che ci getta la vita.

Tutta la vita davanti, il film del 2007 del regista Paolo Virzì, è una messinscena più realistica del libro di Murgia. Al posto di Silvia, c’è Marta, un’impiegata dell’azienda di televendita “Multiple.” Recentemente laureata in filosofia, Marta è costretta ad accettare questo lavoro non all’altezza delle sue ambizioni per mancanza di posti di lavoro a lei più adatti. L’impossibilità di realizzarsi a livello professionale non è l’unico suo problema: altri aspetti della vita di Marta sono ancora più complicati e contano la malattia terminale di sua madre, le relazioni romantiche con gli uomini, una coinquilina difficile e una capa soffocante.

Il film è una rielaborazione del libro che riesce in altri modi ad illustrare la realtà dei giovani in Italia. Innanzitutto, il metodo di ripresa sincero, come di consueto per Virzì, aiuta a concretizzare la storia per quelli che hanno già letto il libro e quelli che vivono questa realtà tuttora. Inoltre, a differenza del libro, che parla di Silvia in episodi contenuti, Tutta la vita davanti connette le varie parti della vita di Marta e ne crea una storia realistica, autentica e compiuta. 

Ci sono delle differenze ovvie tra il libro e il film. Il libro prende la forma quasi di un diario quotidiano, mentre il film, con i suoi momenti esagerati alla “Hollywood,” è a volte meno intimo. Nonostante queste loro differenze, secondo me, il libro e il film vanno mano nella mano. Possono senz’altro essere presi singolarmente, ma messi insieme, si arricchiscono a vicenda.